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Game of Thrones 7×06: Pensavo fosse AMORE invece era JONERYS- Recensione

1CHE PAURA QUESTA 7×06 DI GAME OF THRONES

Miei cari, è con grande cordoglio che mi accingo a scrivere questa recensione. Di fronte ad una madre che perde uno dei suoi figli, io non posso che invitarvi a rispettare il lutto di Daenerys Targaryen di fronte alla morte di Viserion Targaryen, primo del suo nome, distruttore di catene e-

Allora, in tutta serietà, una premessa. Ho letto tante, tantissime lamentele in cui si dice che l’episodio è stato il culmine di questa disastrosa settima stagione. Ho letto veramente di tutto: chi si lamenta dei personaggi statici, chi si lamenta dei personaggi troppo dinamici e mutevoli, chi si lamenta dei viaggi, del teletrasporto, delle scie chimiche, chi si lamenta della mancanza di Cersei Lannister (sì, quella sono io) in questo episodio, chi si lamenta di Jon e Daenerys che stanno per guzzare, chi si lamenta che non abbiano ancora guzzato, chi si chiede come sta il povero Jorah, chi ancora rivolge pensieri di simpatia alla mitica Unella e alla povera Ellaria Sand, ancora sepolte nelle segrete di Approdo, e infine, chi ancora è scioccato dalla visione delle mani di Varys.

Il mondo è bello perché è vario ma io penso che dovremmo essere tutti un attimo più flessibili.

Riconosco anche io che ci siano alcune scelte un po’ forzate e dei momenti poco chiari. Anche io mi sono onestamente chiesta perché ho installato la fibra ottica quando potevo semplicemente fare l’upgrade ai corvi, però non sento il bisogno di rimarcarlo durante ogni puntata. Ho preso coscienza del fatto che il tempo e lo spazio sono due concetti relativi nel Westeros e che, per ragioni scientifico-logistiche, non è possibile fare altrimenti. Sì, Davos ha inviato un corvo e in mezz’ora Daenerys sapeva tutto. Sì, dieci minuti dopo è arrivata col turborazzo alla Barriera perché ha sentito che Jon era in pericolo.

E Jorah intanto…

Comunque è inutile continuare a disquisire sul perché la qualità di Game of Thrones sia calata e, personalmente, non la penso così. Trovo che all’inizio fosse più facile perché c’era il materiale dei libri, ma se quel vecchio schifoso non si decide a scrivere non è colpa di Benioff e Weiss e i due devono barcamenarsi come meglio possono. Non sarà tutto perfetto, ma Il Trono di Spade rimane una serie di gran qualità, pure con le sue scelte indiscutibilmente trash (che però, io adoro).

Dunque non esitiamo e lanciamoci a capofitto nella recensione di questa 7×06.

MALEDETTI RILASCI ANTICIPATI

Premetto che l’episodio l’ho visto la scorsa settimana, in una qualità così bassa che non sapevo neanche se stessi ascoltando la voce di Jon o i miei vicini di casa che facevano sturare le fogne. La HBO ha capito che si auto leaka gli episodi, gli hacker non possono più minacciarla. Quando si parla di strategia vincente…

Così mi sono trovata a vedere l’episodio di mercoledì, che di per sé è una cosa già contro natura e gravissima.

La Suicide Squad del Westeros è partita ed è oltre la Barriera e allora succede sempre quello che succede in tutte le comitive di viaggio: si creano dei sottogruppetti. C’è il leader indiscusso, Jon, con cui tutti vorrebbero stare. Tormund è la spalla del leader, mentre Jorah è lo sfigato che cerca di stargli appresso. Poi abbiamo gli hipster alternativi, Beric e Thoros di Myr (volete dirmi che non è un hipster con quel man-bun osceno?), quello della squadra di atletica (Gendry) e, infine, il nerd che se ne frega ed è così uncool che alla fine è il più figo di tutti: il Mastino.

Gendry si lamenta con Beric e Thoros di averlo venduto a Melisandre e che Melisandre l’ha piazzato lì bello nudo e gli ha fatto cose. Al che il Mastino giustamente gli chiede: “ma de che te lamenti?”.

Jon invece si apparta con Jorah per avere delle informazioni molto precise:

Nel futuro, prevedo già quando Jon, tra le braccia della sua amata Khaleesi, dichiarerà annullata la sentenza di Ned Stark e permetterà a Jorah di rimanere nel Westeros. Il danno e pure la beffa.

A GRANDE INVERNO, UN GRAN SMARONAMENTO

Ma cosa sta succedendo? Allora, punto primo: dov’è Bran e perché non si cura delle sue sorelle e non si cura del fatto che fra un po’ arriveranno a mettersi le mani addosso? Con quei tre occhi che si ritrova su quel brutto muso da carro a pedali non potrebbe prevedere un po’ di robe e salvare la situa?

Punto secondo: CHE PROBLEMI HA ARYA NEL CERVELLO? Continuo a non capire che direzione vogliano prendere gli autori. Da una parte mi piacerebbe che tutto questo fosse un astutissimo piano di Arya e Sansa stesse per fregare Ditocorto, dall’altra quel pederasta è talmente insignificante in questa stagione che secondo me i produttori manco si son dati la pena di architettare una cosa simile. Ho la sensazione che la storyline di Grande Inverno sia stata completamente lasciata al caso e, onestamente, avrei preferito non saperne niente piuttosto che veder creare questo dramma inutile che poi verrà risolto in due scene e buonanotte.

Torniamo oltre la Barriera…

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Ginevra, 24 anni. Ha frequentato il Liceo Classico e ora studia lingue moderne. In un'altra vita avrebbe voluto fare arte o forse teatro, ora invece le piacerebbe diventare sceneggiatrice, giornalista, o forse illustratrice. Le piace disegnare, leggere, recitare, scrivere, mangiare, ridere, dormire. Ha una cagnolina di nome Lady Sansa Stark. Ogni tanto dicono di lei che assomiglia ad Ygritte così ne ha fatto un cosplay.