how to get away with murder

How to get away with Murder 4×03 – In cucina con Frank Delfino

1Terzo episodio di una stagione decisamente in salita.

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Vi stupisco aprendo la recensione con un crossover pazzesco e non richiesto tra HTGAWM e la fonte di cultura da cui una fetta di noi attinge giornalmente: il Grande Fratello Vip.
Credo di aver passato un’ora abbondante a ridere per aver associato in modo completamente naturale Annalise con i Keating 5 a Simona Izzo che, dopo una lite con i concorrenti più giovani da lei chiamati “i miei figli”, sentenzia “li punisco così: amandoli“. E’ praticamente la trama di How to get away with murder.

 

CASO DEL GIORNO

AK può prendere aerei, cambiare Stato, dedicarsi ad altre attività, ma nulla da fare: chiunque in qualsiasi parte del mondo sarà informato sui suoi problemi con l’alcol.
Oggi la Keating ci sorprende tutti vestendosi come Barbie Olivia Pope Impiegata delle poste, lasciando nel guardaroba i vestiti attillati con i quali siamo stati abituati a conoscerla, per rivolgersi ad un programma di difensori d’ufficio intenzionati a smaltire i casi in eccesso. Il tutto apparentemente per occupare il tempo, negli effetti per dare una lezione allo Stato, colpevole di aver giudicato un libro dalla copertina senza dare la possibilità di un processo equo all’imputato, un pluritatuato accusato di aver ucciso la moglie, in realtà suicida. E’ la stessa datrice di lavoro ad uscire colpevole dalla puntata, rea di aver messo la propria negligenza di fronte alla voglia di dare giustizia al cliente, spinta dalla consapevolezza di venir sottopagata e sottovalutata dal sistema. E’ forse la prima stagione in cui ci viene sottolineato con regolarità che anche AK ha un cuore. Anche quando cerca di menare le ex amiche. Mannaggia, Bonnie.

 

I KEATING 5

Asher aiuta a studiare Frank, che gode di vitto e alloggio a casa di Bonnie, cui Laurel chiede una mano per il tirocinio nell’ufficio dove lavora anche Nate, cercato da Oliver per ottenere un posto di lavoro. L’unico escluso, tolta Michaela che va bé è un genio, risulta essere Connor, che infatti pensa bene di abbandonare definitivamente la carriera di avvocato. Mi fa molto ridere il fatto che, dopo tre stagioni in cui ognuno auspicava di prendere la propria strada, una volta liberi cerchino disperatamente di aggrapparsi agli altri per non affogare.

 

LAUREL

Credo sia successo dopo la morte di Wes: sono diventati tutti dei mostri.
Ormai sembra una gara a chi spara lo shade più tagliente, si è pronti ad una sparatoria nei bagni del tribunale dove avviene il primo incontro tra AK e un Keating 5 dopo la cena così come non ci si stupirebbe se Bonnie si mettesse a nutrire Denver con parti della Castillo: si devono dare tutti una calmata. In primis Laurel, che di scaricare la propria frustrazione su AK finirà probabilmente nel 2058: AK che le dice di non fare la bambina merita come minimo la mensilità d’ottobre nell’hotel pagata dal pubblico.
Pettinata come Piton, Laurel raggiunge Bonnie, pettinata come Peeta, ottenendo un tirocinio con l’aiuto di Frank perché pare che una donna incinta abbia la stessa reputazione di Satana.
Che altro? Spoiler a manetta nel bagno con AK, tra cui il sesso del nascituro: it’s a boy.

 

MICHAELA

Michaela è un po’ come noi: di Laurel non ne può più. Nonostante questo il pressing della Castillo si conclude con una Pratt stremata ma vittoriosa, fiera di portare al collo la medaglia d’oro della Sfida Diabolica, una sorta di quiz ad eliminazione non condotto da Gerry Scotti incentrato sul girone dell’inferno in cui Michaela è finita a fare tirocinio: dico solo che ho pensato a Mona e Spencer che elencavano Paesi in ordine alfabetico in PLL. Papà Castillo è uno dei clienti preferiti della AK 2.0 cui la Pratt ha deciso di affidarsi e, inutile dirlo, si pentirà molto presto di aver assecondato i desideri di Laurel. E’ esattamente l’atteggiamento che Wes Gibbins ha perseguito finché ha potuto.
Per il resto che dire? Dalla televisione io non avrei mai potuto chiedere nulla di meglio di Michaela.

 

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