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Hollywood in perdita minimo 600 mila dollari a settimana

POP CULTURE & CINEMA

Hollywood in perdita di minimo 600 mila dollari a settimana

Leila | Luglio 20, 2023

sciopero

Gli studios ad Hollywood starebbero perdendo minimo 600 mila dollari a settimana a causa dello stop dovuto allo sciopero

Con lo sciopero sono minimo 600 mila dollari di perdita a settimana per Hollywood

Se in seguito allo sciopero degli sceneggiatori le produzioni con i copioni già completati potevano procedere, con l’aggiunta degli attori, Hollywood è totalmente bloccato.

Ovviamente l’impossibilità di restare nei tempi per gli studios è un grave problema ed è su questo che WGA e SAG-AFTRA contano per riuscire ad intavolare discussioni costruttive con AMPTP e raggiungere dei nuovi accordi.

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Lo stop ai lavori, infatti, comporta la perdita di centinaia di migliaia di dollari per Hollywood. Come riporta Variety, un CEO interno all’industria avrebbe stimato circa $600 mila a settimana solo per le grandi produzioni, come Deadpool 3 o Il Gladiatore 2.

C’è da capire quanto a lungo gli studios potranno continuare a sborsare soldi per nulla, se lo sciopero continuerà a trascinarsi per mesi e mesi. E questo senza considerare la devastazione economica che sta scuotendo l’intera industria.

Non solo, infatti, attori e scrittori sono senza lavoro, ma anche direttori della fotografia e truccatori, assistenti di produzione, costumisti e carpentieri, sono stati privati di paghe regolari.

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Si tratta di una situazione che con tutta probabilità purtroppo non troverà una soluzione tanto presto, poiché un abisso separa i leader sindacali e i magnati, i quali devono trovare un terreno comune, per permettere la ripartenza dell’industria.

Sono nel campo dei pessimisti. Penso che ci vorranno almeno diversi mesi. Entrambe le parti sembrano essere irremovibili. Tutto si riduce a chi ha la capacità finanziaria di resistere più a lungo.

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Ha dichiarato Matthew Harrigan, un analista di Benchmark.

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Molti attori e scrittori affermano di non avere altra scelta se non combattere per un accordo migliore. Credono di essere stati lasciati indietro dalla tecnologia in evoluzione e dall’avidità delle grandi aziende.

Con il passaggio dell’industria dalla distribuzione dei film nelle sale e dalla produzione di programmi per le reti via cavo e i network principali ad un modello di streaming, sono subentrare nuove modalità di guadagno, non altrettanto lucrative come quelle precedenti.

Altre modifiche hanno peggiorato la situazione. Per attirare abbonati, aziende come Netflix e Max stanno producendo più show che mai, ma questi hanno stagioni significativamente più brevi e meno numerose.

Un altro problema è la mancanza di trasparenza. Di nessun film prodotto per lo streaming si conoscono i risultati al box office. In più non vengono rilasciati gli ascolti per le serie che appaiono su questi servizi.

Ciò ha lasciato attori e scrittori all’oscuro per quanto riguardo il numero di persone che guardando effettivamente il loro lavoro.

I servizi streaming sono restii a rilasciare questo tipo di informazioni. Temono, infatti, che le star utilizzino quei dati per giustificare compensi più alti e per ottenere una quota più grande dei ricavi.

Un addetto interno a Netflix, tuttavia, ha respinto le accuse di non trasparenza, sottolineando che l’azienda pubblica una lista settimanale dei 10 show e film più visti.

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