How to get away with Murder 6×14: La verità di Laurel Castillo – Recensione

2I KEATING 2 – HOW TO GET AWAY WITH MURDER 6×14

Vi dico la verità: sono disperato.
How to get away with Murder, ormai è chiaro, non è una serie tv buonista. Io, pur essendone consapevole, speravo nella favoletta: speravo che i ragazzi e Annalise riuscissero, dopo sei anni di scontri, di liti, di fraintendimenti, a trovare un modo per uscire da questa situazione insieme, crollando tutti per mano o scampandola restando allineati.

Purtroppo, come accadrebbe nella vita reale, non sarà così e Pete Nowalk non ha mostrato alcun segno di pietà nel distruggere alcuni dei rapporti interpersonali che aveva costruito con così tanta fatica in così tante stagioni: Connor e Annalise, Annalise e Michaela, Michaela e Connor. Non sapete con quanto dolore scrivo queste cose, considerando che sto parlando di quelli che sono sempre stati i miei personaggi preferiti.
Sono sincero: probabilmente nella stessa situazione farei lo stesso e sarei disposto a giocarmi ogni carta per non passare il resto della mia vita in prigione, ma è stato tremendo vedere Michaela accusare Annalise di intrallazzare con Wes, Connor parlare di lei come se fosse un mostro quando nella quarta stagione hanno lavorato insieme per la Corte Suprema e Annalise dover ricorrere a errori del passato che i ragazzi hanno fatto per farli tacere.

E non finisce qui: Michaela ha ottenuto, come Laurel, un accordo migliore di Connor, che ha pensato all’immunità di Oliver e non al ridurre a zero gli anni da passare in carcere in caso di sconfitta. In pratica anni di amicizia perfettamente descritti buttati perché pensare a sé stessi diventa la priorità di fronte ad un’accusa per omicidio. Come morale è terribile, sì, spero ci sia dell’altro nel prossimo episodio.

Nota a margine: io penso davvero che Connor sia buono. Che sia pieno di rimorsi e che sia pienamente consapevole di meritare una punizione dopo tutti questi anni. Lo stesso non si può dire di Michaela, che probabilmente terminerà la serie in libertà vigilata e non in galera ma che meriterebbe la stessa fine di Connor.

 

LAUREL

In questo azzeccatissimo screen Laurel sarebbe la fiammella là in fondo a destra. Premessa fondamentale: odio i promo. Mi domando perché spoilerare con il trailer dell’episodio quella che poteva essere la scena madre di questi quaranta minuti, il ritorno di un personaggio fondamentale sparito nel nulla da una stagione e portatore di agognate verità. Laurel Castillo, a mio parere, poteva davvero aprire il vaso di Pandora.

Matta da legare, fonte di misteri da anni e con alle spalle tutti gli indizi sufficienti per far partire una storyline sulle sue personalità multiple, in realtà è tornata solo al penultimo episodio perché aveva poco da dire: si è nascosta a Brooklyn per proteggere sé stessa e il figlio. E ci sta, se siamo onesti e mettiamo via la nostra voglia di vederla squartare sua madre in un flashback (resta la domanda: chi è stato a mandarle quello scalpo nella 5×14? Xavier? Penso che la risposta sia sì e che ci sia già stata data tra le righe).

E’ proprio Laurel, a sorpresa, a confessare di essersi messa d’accordo con l’FBI per mentire su Annalise in cambio della libertà vigilata e lo fa dopo un incontro privato con Frank e Annalise: se ci pensate AK stessa, fin dalla seconda stagione, definisce la Castillo come “her puppet”, la sua marionetta.

Tassello che sapevamo andava messo al suo posto è quello della posta del cuore: Frank ha sempre detto che, se Laurel fosse tornata, avrebbe comunque scelto Bonnie e ha rispettato la parola data nonostante la Castillo gli abbia detto che rimpiange scelte fatte in passato, tra cui il no alla proposta di matrimonio. Ne sono felicissimo: non avrei sopportato di vedere la Winterbottom soffrire ancora.