Intervista a Robin Migné, interprete del protagonista di Skam France 5

Intervista a Robin Migné, interprete del protagonista di Skam France 5

Intervista a Robin Migné, attore interprete del protagonista di Skam France 5, Arthur, e di recente ospite della Share The Love CON di Milano

Sabato 30 novembre e domenica 1 dicembre a Milano si è tenuta la prima edizione della convention di Kinetic Vibe, interamente dedicata all’universo Skam: la Share The Love CON. Nome che come molti di voi lettori sapranno ha un duplice significato e vuole sia sottolineare il messaggio della serie originale e dei suoi remake, sia citare la celebre canzone di Cesare Cremonini, Buon Viaggio. Chi ha visto Skam Italia riconoscerà nel brano il cuore dello show e in particolare dei Rames, la coppia formata dai personaggi di Martino e Niccolò. Gli attori interpreti di questi ultimi, rispettivamente Federico Cesari e Rocco Fasano, hanno incontrato i fan a Milano in compagnia di molti altri volti familiari. Dai protagonisti del remake italiano come Nicholas Zerbini (Luca Colosio, detto Luchino), Greta Ragusa (Silvia Mirabella), Beatrice Bruschi (Sana Allagui), Pietro Turano (Filippo Sava) ad alcuni nomi del cast di Skam France e Druck come Robin Migné (Arthur Broussard), Maxence Danet-Fauvel (Eliott Demaury) e Lukas Von Horbartchewsky (David Schreibner). Tra gare di karaoke, sessioni di autografi, giochi divertenti e momenti emozionanti passati con i fan della serie, gli attori sono riusciti a dedicare un po’ del loro tempo anche ai nostri microfoni.

Oggi, insieme a quella del collega Maxence Danet-Fauvel, vi riportiamo la nostra intervista con l’interprete del nuovo protagonista di Skam France nella sua quinta stagione. L’interprete di Arthur, Robin Migné, ci racconta com’è stato tornare sul set da protagonista di una storia mai vista prima in altri remake e rivela poi i suoi progetti futuri.

C’è qualche aneddoto divertente che vuoi condividere con noi dal set di Skam France? Chi tra voi è quello che più ama fare scherzi?

Paul, assolutamente Paul. (Paul Scarfoglio, interprete di Basile). È molto bravo perché ogni scena di ogni giorno in cui stiamo girando, è molto intensa. E lui ha sempre la battuta pronta al momento giusto così tutti possono rilasciare un po’ la tensione e ridere un po’. E amo molto questi momenti. A volte può diventare molto intenso il lavoro che facciamo. Giriamo tutto il giorno per realizzare quasi venti minuti di riprese che verranno usate nello show. Ed è molto tempo.

Cosa puoi dirci della nuova stagione? Com’è stato essere protagonista di una storyline mai vista nello Skam originale e nei remake?

È stato complicato ma anche semplice. Un buon mix di entrambe le cose. Ero molto spaventato dall’idea d’essere il protagonista dello show. Ma il fatto di non seguire più l’originale, ci ha dato il permesso d’essere più liberi. E la sceneggiatura è bellissima. Dunque sì è diverso e c’è molta pressione, ma, al tempo stesso, sul set c’è una buona pressione. Stiamo realizzando qualcosa di nuovo e sappiamo che i fan lo stanno aspettando con impazienza. E questo è un mix tra due tipi diversi di energia. 

In Skam France Yann reagisce al coming out di Lucas in modo diverso da ciò che accade negli altri remake e nell’originale. Cosa pensi della scelta fatta dagli autori? Perché pensi abbiano scelto di cambiare la dinamica?

Penso sia stata una buona scelta perché è giustificata. Yann sta reagendo in quel modo non perché è omofobo ma perché pensa ‘ma che c****! Non me l’hai detto!?’, questa è la ragione per la quale se ne va. Non perché è omofobo. È un perfetto colpo di scena. Quando ho letto la sceneggiatura ho pensato fosse una buona scelta perché era una cosa nuova e avrebbe spinto le persone a parlarne. Dunque secondo me hanno fatto la cosa giusta. Sapevano che avrebbe sfidato le persone a discuterne, ad andare più in profondità nella ricerca delle ragioni che hanno dato luogo a quella reazione.

Abbiamo fatto questa domanda anche ai tuoi colleghi, ti piacerebbe fare un crossover con tutti gli Skam, dai remake all’originale? Come potrebbe avvenire l’incontro tra i vari personaggi?

Sì mi piacerebbe moltissimo. Ci vorrebbero dei bravissimi autori. Ma potrebbe essere bellissimo. È un po’ come per i Power Rangers quand’ero giovane. Amavo quando i diversi Power Rangers univano le forze in alcuni episodi speciali. È difficile trovare con Skam, un soggetto che possa portare insieme tutti i remake. In Power Rangers dovevano tutti affrontare un grande nemico ma in Skam ogni show ha i suoi problemi da affrontare. Sarebbe bello ma si dovrebbe realizzare una storyline fatta bene. 

O magari si potrebbe pensare ad un breve sketch.

Sì! Ci piacerebbe moltissimo. So che sicuramente a Lukas di Druck piacerebbe molto. Tra di noi [attori dei vari remake] ci apprezziamo molto dunque sarebbe veramente molto bello poter lavorare insieme. 

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

A luglio sarò al Festival d’Avignon per portare in scena un monologo. E, al momento, ho altri due progetti teatrali dove reciterò in una parte comica con il testo di Raymond Devos. Raymond Devos era un autore francese che faceva molti giochi di parole. E trattandosi dunque di una scrittura molto concentrata sulla lingua francese, mi piace molto. Ho inoltre un altro progetto. Frequento la Cours Florent a Parigi, una scuola di teatro e uno dei miei maestri mi ha proposto di recitare con lui. E ne sono molto felice. Sto cercando di fare tante cose e sono molto fortunato. Riesco a fare anche teatro e lo amo tanto. Spero di riuscire a farlo per tutta la vita perché si tratta di qualcosa di estremamente diverso dal recitare per la televisione o il cinema. Con Skam ho imparato una cosa che mi ha aiutato anche a teatro, però. Quando dicono ‘azione’ accade qualcosa di molto simile a ciò che succede in teatro. Il regista in quel caso non è lì a darti indicazioni e puoi dunque fare ciò che vuoi. Se fai una cosa bella che il pubblico ama, il regista non può dire nulla. E questo l’ho imparato grazie a Skam. Quando inizia lo spettacolo, il regista non è lì ed è tutto nelle mie mani dunque devo farcela. Anche se mi danno un’indicazione, io posso comunque decidere di farlo in modo leggermente diverso. E lo sto capendo ora. Sul set di Skam. Il regista a volte arriva, mi chiede se so cosa devo fare e cosa sta succedendo e poi mi dice di dimenticare tutto. E mi dà delle indicazioni completamente diverse dalle precedenti. E avendo capito ciò di cui parlavo poco fa, sono meno stressato. Devo semplicemente vivere la scena e le dinamiche che si sono create e che continuano a cambiare. In particolare per quanto riguarda il rapporto che si è venuto a creare tra noi ragazzi. L’anno scorso eravamo buoni amici e il regista ci disse, se nella vita reali siete ad un certo livello di conoscenza e amicizia, nello show dovrete essere in grado di superarlo, di andare oltre. È una cosa speciale. Ti senti continuamente spinto a superarti e amo quando pensiamo di non essere pronti per i cambiamenti che ci chiede il regista e insieme affrontiamo e viviamo comunque le scene.

Mentre aspettiamo di conoscere altre notizie riguardo al mondo di Skam, vi ricordiamo che Kinetic Vibe ci offrirà la possibilità di incontrare ancora una volta degli ospiti speciali durante le prossime edizioni di convention come l’Operation Con, la Fandom Vibes e The Italian Institute.