il caos dopo di te

Il caos dopo di te – Danicommento

Buonasera a tutti, spagnoli e non!

Mi sembrava proprio il caso di dirlo dopo così tanto tempo e per il contesto in cui siamo. Sono passati troppi mesi dall’ultimo danicommento, un anno a dire il vero. Lo sapete che ho dovuto mollare un po’ il carico: Riverdale aveva perso completamente senso, il mio libro mi ha tenuto davvero tanto occupato. Ma ehi, c’è una nuova serie trash spagnola, posso forse esimermi dal massacrarla commentarla?

Io che mi appresto a scrivere un danicommento di una serie trash

Senza perderci in convenevoli andiamo quindi ad analizzare Il caos dopo di te, la nuova serie Netflix dal titolo che è tutto un programma.

Partiamo dalla premessa che la produzione di tal serie si chiama Vaca Films e che io – vi giuro, non sto scherzando – ho letto per ben otto episodi di fila “vacca film”. Questo vi fa capire quanti disagi mi sta portando questo secondo lockdown. 

il caos dopo di te

La storia è incentrata su due donne, Raquel e Viruca,

Viruca Il caos dopo di te

che si pronuncia Verruca – e anche questo poteva essere un monito per lo spettatore su ciò in cui si sarebbe disgraziatamente imbattuto. Come Lisa e Seya (se siete nati dopo gli anni novanta non avrete sicuramente colto questo brillante parallelismo) quando c’è l’una non c’è l’altra. E non perché sono la stessa persona: Raquel, interpretata da una magistrale Sara Affi Fella

Raquel il caos dopo di te

arriva in questo paesino spagnolo intriso di maleducazione per sostituire come docente di letteratura la povera Verruca, trovata morta suicida nelle acque lerce del posto come una Laura Palmer qualsiasi. Piano piano scopre che Verruca era invischiata in un giro che manco Genny di Gomorra e qui realizza che forse, ma proprio forse, suicida non lo è mai stata. Tra un’indagine e l’altra, Raquel dovrà confrontarsi anche con una classe di rintronati che arriverà a minacciarla, ricattarla e molestarla.

Tra i giovani spiccano Nerea, la Lili Reinhart dei poveri

Nerea il caos dopo di te

Roi, il ragazzo sottone che da subito confessa di fare pensieri peccaminosi sotto la doccia con Aron Piper suscitando le simpatie dello spettatore. Per 0.3 secondi almeno. Anche lui è mezzo scem. 

Roi il caos dopo di te
La mia espressione durante metà serie

E peraltro avevo capito che lo avessero chiamato Roe e stavo già in mood Marchesa d’Aragona

e dulcis in fundo proprio lui, Iago

no, non lui, bensì quel gran pezzo di Aron Piper, il cui contributo a questa serie è stato fondamentale, qui una delle sue migliori performance.

Non ho molto da dire su loro tre, perché a parte le due professoresse, tutti i personaggi di questa serie risultano anonimi, anche Aron Piper stesso. Non tanto per doti recitative o bella presenza, ma per la terribile scrittura del suo personaggio. 

Unica degna di nota, la signora Concia. Sempre pronta a farti ubriacare e ad ascoltare i tuoi problemi.

Concia il caos dopo di te

Tralasciando il vero assassino di Verruca, che probabilmente sarebbe dovuta essere la signora che lavora all’anagrafe della città, la serie è molto caotica, un apostrofo rosa tra le domande “ma cosa sto guardando” e “ma quando si spoglia Aron Piper“. Ci sono alcuni momenti in cui quello che io chiamo il trash bello prevale, altri in cui inizi a rivalutare e a rimpiangere persino le scelte narrative dei produttori di Riverdale.

Non riesco a capire se è un mio limite non trovare la verosimiglianza di alcune scene e, più che altro, comportamenti nell’ambito scolastico: studenti che insultano i professori che, a loro volta, sono convinti di doversi guadagnare il loro rispetto quando, ai miei tempi, se avessi anche solo osato mandare a quel paese un prof l’unica cosa che avrei ricevuto sarebbe stato

Per farvi capire: a un certo punto Raquel cammina per i corridoi e due pischelli, uno dopo l’altro, le tirano due spallate che manca poco le fanno uscire una scapola e la guardano con sufficienza senza manco scusarsi.

Indubbio è che in quel liceo servirebbe la Petolicchio.

Quando dico che forse è un mio limite, è perché ho provato davvero a interrogarmi su questa cosa: ma oggi esistono ambienti scolastici così, dove gli studenti (e non parlo della pecora nera di turno, ma di tutti), sono dei pazzi furiosi privi di razionalità e legittimati a far qualsiasi cosa perché tanto liberi da conseguenze? Anche in Italia? E tale divario educativo, penso ad esempio con Las Encinas per restare nei confini spagnoli, deriva da un “ambiente meno abbiente”?

No, raga. Non sono diventato improvvisamente un boomer, è che ho trovato veramente assurdo dover assistere a professori che hanno timore dei propri studenti.

Consigliata: ma sì (un po’ diverso da “sì!), alla fine è una miniserie che in un periodo come questo ti fa svagare e svuotare il cervello. Ma non aspettatevi qualcosa in stile Elite.

Sperando che questo danicommento flash vi sia piaciuto e vi abbia chiarito le idee, vi invito a scrivermi su instagram o facebook cosa avete pensato di questa serie e vi ricordo che il mio romanzo “Roe e il segreto di Overville” aspetta solo voi e che solo insieme lo potremo trasformare in una serie TV. Vi lascio il link per prendere la vostra copia (qui).

Verrucamente vostro,

Dani

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