How to get away with Murder 5×14 – Il parentado di Laurel Castillo

1Penultima recensione della quinta stagione di How to get away with Murder… Buona lettura!

How to get away with Murder 5×14 recensione

E’ con questa fermezza, sicurezza e prontezza d’animo che ogni volta mi appropinquo ad una recensione, ma a ‘sto giro sono rimasto così scioccato che ho solo domande per voi: dove mi trovo? Chi sono? Come mai sono qua?
How to get away with Murder al termine della quinta stagione è cambiato, lo so e lo vedo, non siamo ai livelli della prima stagione ma non perché la qualità dello show sia diminuita quanto perché la qualità dello show è cambiata. Ci sono meno flashforward, c’è un differente ritmo nella puntata, c’è una consapevolezza diversa da parte dei personaggi, c’è una fidelizzazione diversa del pubblico. Nonostante questo, la capacità di Pete Nowalk di sorprenderci e collegare tutto con colpi di scena inaspettati resta straordinaria.

CASO LAHEY

How to get away with Murder 5x14 recensione
How to get away with Murder 5×14 recensione

La scorsa puntata si è conclusa con una mini apparizione della Governatrice che in questo modo ha riscosso i 20€ pattuiti per presenziare cinque secondi a stagione e che c’ha fatto credere per 40 minuti buoni che Emmett non fosse innocente sulla bagarre del padre di Nate. È sull’onda del sospetto che Teagan dà uno dei consigli migliori che si possano dare ad Annalise: fare la zozza. E così ci troviamo di fronte ad una AK al suo meglio, rossettata come dopo il miglior piatto di pasta al pomodoro e avvolta da tessuti di diverse consistenze dalla camicia pitonata al giubbino di pelle (scuoiata da lei suppongo).
Come nelle migliori tradizioni di HTGAWM, ciò che ci sembra scontato perché ce lo dimostrano i filmati, perché ce lo conferma la guardia e perché è scritto persino nelle lettere del padre defunto, si rivela essere una ciofeca: dietro l’omicidio di Nate Lahey Senior pare esserci il fratello di Laurel, mentre l’unica colpa di Emmett pare essere aver fatto infuriare AK ancor prima che finisse la cena. Ma forse non sopportava l’idea di vederla con il rossetto sbavato.

 

CASO GABRIEL

How to get away with Murder 5x14 recensione
How to get away with Murder 5×14 recensione

Vi giuro, mi è venuta l’ansia.
“Tutti durante la giornata siamo soli, è il diventare grandi” dice Annalise, e io che ho venticinque anni da compiere mi sento con un piede nella fossa. Non so se Gabriel ci sta nascondendo qualcosa, vi dirò che dopo quattordici episodi in cui presenzia solo con l’intento di confonderci sono più propenso per il no che per il sì; la sensazione che mi ha dato il suo personaggio è quello di non scoprirsi del tutto e al tempo stesso di non regalarci tutto ciò che avrebbe potuto offrirci, un po’ come Papà Castillo durante la quarta stagione. Detto questo, non so se Vivian Maddox farà un’apparizione durante il finale di stagione, so però che la storia tra lui e Michaela vede la diffidenza reciproca in primo piano rispetto alla voglia di conoscersi e per me questo basta per dire, ahimè, che la Pratt non ha trovato il giusto principe azzurro nemmeno questa volta.

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