Di cosa parla Stranger Things: The First Shadow? Trama e spiegazione dello spettacolo teatrale canonico: origini di Vecna, Progetto Rainbow, Dimensione X e i collegamenti con la serie Netflix.
Stranger Things: The First Shadow è canon? E perché conta davvero
Stranger Things: The First Shadow non è “solo” uno spettacolo per fan: è un prequel teatrale canonico che amplia la mitologia della serie e mette in ordine, con una storia autonoma, alcuni tasselli fondamentali. In particolare, la pièce chiarisce come Henry Creel sia diventato Vecna, perché Hawkins sembri attirare costantemente l’orrore e quale sia il primo contatto tra il nostro mondo e ciò che, nella serie, è stato chiamato l’Abisso (o Dimensione X, a seconda delle denominazioni).
Lo spettacolo è stato sviluppato con il coinvolgimento dei Duffer Brothers, e nasce proprio con l’idea di dialogare con la mitologia della serie. L’obiettivo era arricchire la comprensione della storia di Henry senza rendere obbligatoria la visione del teatro per seguire la trama TV.
Partiamo dalla domanda che gira ovunque: The First Shadow è canonico? Sì. È considerato parte ufficiale dell’universo di Stranger Things e funziona come un prequel: non riscrive la serie, ma aggiunge contesto, soprattutto su Henry Creel e sul modo in cui certe forze hanno iniziato a infiltrarsi nella realtà.
I Duffer hanno spiegato che la pièce è pensata per “potenziare” l’esperienza della stagione finale, offrendo una comprensione più profonda di Henry e del percorso che lo porta a diventare Vecna. La cosa importante è questa: non è necessario vedere lo spettacolo per capire la serie, ma se lo conosci, inizi a vedere molte scene con un significato diverso.
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Entra nel canale ufficiale WhatsApp di Daninseries Seguimi sul mio profilo ufficiale InstagramDi cosa parla Stranger Things The First Shadow: trama e linee temporali
Clicca qui per unirti al canale ufficiale WhatsApp di Daninseries: tutte le news in un unico posto sempre con te.Lo spettacolo è costruito come un puzzle che si muove tra tre linee temporali, ognuna con un obiettivo preciso:
- 1943 – un esperimento militare segreto che apre una porta su un’altra dimensione
- Nevada – l’“incidente” che cambia Henry da bambino (e che i genitori temono)
- Hawkins, 1959 – l’arrivo dei Creel in città e la nascita del male, tra scuola, teatro e prime relazioni
Per l’ambientazione di base, la sinossi ufficiale sul sito dello spettacolo colloca tutto a Hawkins nel 1959, quando la città sembra normale ma sta per cominciare a incrinarsi.
Il Progetto Rainbow del 1943 e la prima apertura verso la Dimensione X
La parte più sci-fi di Stranger Things: The First Shadow si apre nel 1943, con il Progetto Rainbow, un esperimento segreto della Marina che mira a rendere invisibile una nave usando campi elettromagnetici. Sulla carta è un progetto “tecnico”, quasi da guerra fredda anticipata. Nella pratica, l’esperimento funziona fin troppo bene: la nave scompare e “lampeggia” nella Dimensione X.
Qui arriva il primo shock: un Demogorgone massacra l’equipaggio. L’unico sopravvissuto è il capitano, che ha un dettaglio decisivo: è anche il padre del dottor Brenner. Quando la nave riappare, il capitano porta addosso la prova vivente del contatto con l’altra dimensione: il suo sangue è cambiato e dentro di lui ci sono particelle legate al Mind Flayer.
Il mistero del Nevada: l’infezione di Henry e l’origine dei poteri
Dopo il 1943, lo spettacolo sposta l’attenzione su Brenner: la testimonianza del padre diventa l’ossessione della sua vita. Si unisce ai team di ricerca e continua gli esperimenti. Una spia russa ruba un contenitore con quelle particelle e fugge. Muore vicino a un sistema di tunnel sotterranei e grotte.
È qui che la trama inserisce Henry Creel: un ragazzino che viene ritrovato dopo dodici ore di scomparsa, senza memoria e con un’alterazione del suo sangue. In altre parole, Henry non nasce “sbagliato”: viene infettato dalla Dimensione X. Il Mind Flayer entra in lui e rimane in attesa. Lo spettacolo lo mette nero su bianco: il male non è un tratto caratteriale, è una contaminazione che si insinua in Henry.
Hawkins 1959: Joyce, Hopper, Bob e la nascita del terrore
La terza linea temporale è quella più emotiva e, per molti, più sorprendente: Hawkins nel 1959. La città è riconoscibile, ma è abitata da versioni più giovani di personaggi che la serie renderà iconici.
Secondo la sinossi ufficiale, siamo in un contesto “normale”: problemi da liceo, sogni di fuga e relazioni ancora acerbe. Ed è qui che lo spettacolo fa la cosa più intelligente: invece di “strizzare l’occhio” con nostalgia, costruisce una storia concreta.
- Bob Newby ha un programma radio locale e un’anima gentile
- Joyce sogna una borsa di studio per il teatro e vuole scappare da Hawkins
- Hopper è inquieto, pieno di energia, con un rapporto complicato col padre
- Henry arriva a scuola con una reputazione già sporca: avrebbe “ferito un ragazzo” in Nevada
In mezzo a loro nasce un personaggio nuovo e centrale: Patty Newby. È la “ragazza venuta dal nulla”, con una storia personale complessa, un padre severo, e la capacità di vedere Henry per ciò che è: un ragazzo spaventato, non solo un problema ambulante.
Dark of the Moon, gli animali uccisi e il vuoto: quando Henry “scivola” in Vecna
Uno dei fili narrativi più inquietanti parte dal teatro scolastico. In Stranger Things: The First ShadowJoyce sceglie di mettere in scena Dark of the Moon, storia di un ragazzo-strega che rinuncia ai suoi poteri per amore e paga un prezzo. Joyce sceglie Patty come protagonista e Henry come controparte maschile.
Mentre le prove vanno avanti, Hawkins viene colpita da omicidi di animali domestici, e Bob, Joyce e Hopper iniziano a investigare. Lo spettatore, però, sa già la verità: Henry è collegato all’ombra, e “scivola” nel vuoto, dove uccide in trance.
C’è una scena chiave, spesso citata da chi ha visto lo spettacolo: Henry ha una visione disturbante in cui Patty appare come una marionetta dell’ombra. È uno dei momenti che mostrano meglio come il Mind Flayer manipola, parla attraverso altri, si nutre della paura.
La Casa Creel, il preside Newby e la nascita dell’Hawkins Lab
L’indagine e la guerra interna di Henry esplodono a Casa Creel. I genitori Victor e Virginia sono terrorizzati dal “caso Nevada”; Virginia porta un trauma legato ai ragni che Henry usa contro di lei in modo crudele.
La stessa notte, Henry tenta di aiutare Patty a trovare la madre biologica: si benda, la prende per mano e la porta nel vuoto. Ma l’ombra intercetta la visione e la dirotta. Arriva il preside Newby, e nello scontro soprannaturale Newby viene distrutto.
Bob, Joyce e Hopper arrivano dopo, vedono solo un disastro “umano” e un ragazzo che sembra colpevole. Da qui parte un montaggio che è praticamente un manuale d’origine: segnali governativi, arrivo di squadre hazmat, e infine l’arrivo di Brenner.
Brenner, le trasfusioni e l’ultima immagine che cambia tutto
Nel secondo atto di Stranger Things: The First Shadow, l’azione si sposta in laboratorio. Brenner interroga Henry sulle 12 ore mancanti in Nevada, lo spinge fino a far emergere i poteri in modo incontrollabile. La scoperta cruciale è questa: il sangue di Henry è speciale e può trasmettere qualcosa. Brenner capisce che Henry non è solo un paziente: è una fonte, un’arma, un “portale” biologico.
Henry prova a resistere. Patty lo raggiunge nel vuoto e gli fa vedere la verità: l’ombra lo sta usando. Per un attimo, Henry sembra sul punto di salvarsi. Ma Brenner lo forza, Henry crolla e la tragedia accelera fino allo spettacolo scolastico, alla caduta di Patty e alla sua “scomparsa” da Hawkins.
L’epilogo chiude con una sequenza che vale da sola il biglietto (anche solo raccontata): le planimetrie dell’Hawkins Lab, Henry al vertice e linee che portano ad altri bambini. Brenner spiega che alcuni sono sopravvissuti alle trasfusioni. I poteri di Henry ora vivono in loro.
E poi arriva l’immagine finale: Henry si inginocchia davanti a una bambina, le prende la mano, le dice che è lì per aiutarla. È Undici. La sagoma enorme di ciò che Henry diventerà incombe su quel gesto.
Dove vedere Stranger Things: The First Shadow e perché è diventato così importante
The First Shadow è nato nel West End e poi è arrivato a Broadway: una traiettoria che conferma quanto Netflix e i Duffer credano nel progetto. Netflix Tudum ha dedicato contenuti ufficiali allo spettacolo, compreso un articolo sul cameo di Jamie Campbell Bower nella scena finale a Broadway, segno di quanto l’operazione sia considerata parte integrante del franchise.