Tutto quello che c’è da sapere su Lady Oscar

Ecco tutto quello che c'è da sapere su Lady Oscar! Manga ed anime di Riyoko Ikeda sulla rivoluzione francese

L’importanza di Lady Oscar ha segnato, insieme ad altri capisaldi dell’animazione giapponese, generazioni intere, proponendo, dopo anni di principesse da salvare, un modello femminile diverso e decisamente forte, capace di dare una inedita rappresentazione di genere ed utili ripetizioni di storia francese. Ripercorriamo insieme, sia per i nostalgici che per chi non conosce bene questo capolavoro, i punti cardine di Lady Oscar. Ne scopriremo, così, tutti i segreti, le tristi censure che ha subito e le sorprese che la Corte di Francia può ancora riservarci dopo oltre 40 anni!

Lady Oscar trama

La storia di Lady Oscar abbraccia quella della Francia rivoluzionaria. Dall’ingresso a corte di Maria Antonietta, promessa sposa del delfino di Francia, alla sua salita al trono per assistere poi alla rovinosa caduta della monarchia francese.

Sin dal suo arrivo a corte e dal primo incontro con Oscar, la Regina nutrirà una vera e propria infatuazione nei confronti di questa figura elegante che ricorderà sino al suo ultimo momento.

Madamigella Oscar, cresciuta dal padre (che dopo 6 figlie voleva un maschietto ma ahimè non è stato accontentato) come un uomo, diventa capitano delle guardie reali assistendo in prima fila agli ultimi anni dell’ Ancien Regime. Molti sono gli ostacoli che le due prime donne incontreranno sul loro cammino, dall’astio di Maria Antonietta verso la favorita di Luigi XV, Madame Du Barry, all’amore condiviso verso il Conte di Fersen; dallo scandalo della collana sino ai moti rivoluzionari che travolgeranno definitivamente la corona.

Una storia fatta di momenti commoventi, emozionanti e ricca di azione che vi farà versare tante lacrime. QUI potete scoprire come finisce la storia.

Personaggi di Lady Oscar

Tantissimi sono i personaggi dell’universo di Lady Oscar, a cominciare dalla protagonista: Oscar François de Jarjayes. Una donna forte, portata dal padre a rinnegare la sua parte femminile che verrà risvegliata dall’amore, non ricambiato, nei confronti del Conte di Fersen, amante della Regina. Lady Oscar muta radicalmente di fazione nel corso della storia, da comandante della guardia Reale a sostenitrice del popolo.

Per la sua realizzazione, la Ikeda si ispirò ad un personaggio realmente esistito: Pierre Hulin (che peraltro compare nell’anime in due occasioni). Inizialmente, infatti, Oscar doveva essere realmente un uomo, tuttavia l’autrice era restia ad utilizzare un protagonista maschile poiché spaventata dal non riuscire a renderne a pieno la psicologia.

L’idea di farne una donna le venne quando scoprì che all’epoca molte dame preferivano vestirsi da uomo. Per loro si trattava di una scelta personale e non di un’imposizione, come nel caso della scelta del generale de Jarjayes nei confronti della figlia, ma questo fatto stuzzicò la sua fantasia. Inoltre, come riportato in una biografia della sovrana, pare che la stessa Maria Antonietta intrattenesse alcuni rapporti omosessuali. Un dettaglio che avrebbe stimolato la fantasia dell’autrice e che le fece realizzare la figura di Oscar,  di cui la futura regina rimarrà incantata dal primo istante.

Di certo un rapporto fondamentale per Lady Oscar è quello con André Grandier, al suo fianco sin dall’infanzia ed innamorato di lei da sempre. André, simbolo della friendzone per tre quarti di anime, sarà pronto a sacrificare qualsiasi cosa pur di stare al fianco della sua Oscar, ed alla fine della storia i due coroneranno il loro sogno d’amore riuscendo a confessarsi i reciproci sentimenti… per poi morire in modo violento.

L’altra donna simbolo della storia è sicuramente Maria Antonietta, un personaggio complesso, a tratti capriccioso ed ingenuo ma contraddistinto dall’amore nei confronti dei suoi figli e da quello nei confronti del conte di Fersen. Anche questa coppia andrà incontro ad una fine violenta (per rispettare l’imperante mai una gioia che regna in questa storia), con Maria Antonietta, ormai resa canuta dalle tragedie passate, sulla ghigliottina ed il Conte linciato dalla folla perché sospettato di aver avvelenato il principe svedese.

Altri personaggi indimenticabili sono la terribile contessa di Polignac e le due dolci, quanto sfortunate, figlie di lei: Rosalie e Charlotte (la metafora dello stupro con il baciamano del viscido nobile rimarrà per sempre nella nostra memoria), nonché un altro formidabile antagonista: Jeanne de la Motte.

Tra anime e manga

Tante sono le differenze tra versione cartacea ed animata di Lady Oscar! Innanzitutto, considerando l’epoca di realizzazione, il manga è una vera e propria opera all’avanguardia per i temi trattati, decisamente meno edulcorati rispetto alla versione animata.

In effetti, il progetto originario era quello di creare un manga biografico su Maria Antonietta. La regina dove essere la protagonista dell’opera, ma l’autrice si dovette rassegnare a far subentrare Oscar dato il successo che questa stravagante figura stava riscuotendo, anche dietro suggerimento della casa editrice.

Ecco quindi che da personaggio specchio utilizzato per commentare le vicende della corte, Oscar si tramuterà nella vera protagonista del manga, tanto da far travisare a molti (anche alle case editrici Italiane) lo stesso titolo dell’opera e l’epiteto “Rosa di Versailles” che invece andrebbe riferito alla donna più importante della Corte, ovvero la stessa Regina.

Verso la fine della storia, in effetti, Oscar diventerà l’antagonista principale avendo cambiato fronte ed essendosi schierata con il popolo, ma a conferma che la vera protagonista, aldilà delle due prime donne, è la Storia stessa, il racconto andrà oltre la morte delle due donne  per concludersi con la caduta di Robespierre e la costituzione del Direttorio.

Inoltre il manga presenta un tono a tratti anche più leggero rispetto alla versione animata, con alcune scenette dal tono ilare e personaggi dai tratti macchiettistici.

Nel maga Andrè decide di donare la sua vita ad Oscar facendole da scudo con il proprio corpo in un ultimo enorme gesto di generosità e di amore. Nel manga la sua morte è solo l’ultima delle sue sfortune. André lì muore per caso, colpito da un proiettile che avrebbe potuto colpire lui come chiunque altro.

Anche la scena dell’unione tra i due protagonisti presenta alcune differenze. Nel manga emerge a tutto tondo la fragilità nascosta di Lady Oscar. Quest’ultima dimostra di essere estremamente capace di affrontare battaglie e duelli senza paure, ma quando si parla di amore, si riscopre fragile e timorosa.


Tra l’altro all’epoca della pubblicazone del manga quella scena fece scandalo, essendo tra le poche rappresentazioni esplicite di un rapporto tra due protagonisti in uno shoujo manga! (ovvero una pubblicazione, a differenza di uno josei, destinata a ragazze per lo più giovani) La scena fece talmente scalpore che in alcune edizioni del manga è stata anche censurata, aumentando il nero ed utilizzando fiori o retini vari per coprire i corpi di Oscar e André.

Le censure

Siamo purtroppo consci dell’enorme numero di censure che molti anime hanno subito nella messa in onda italiana.

Alcuni delle modifiche più importanti hanno inciso proprio sull’equivoco rappresentato dal gender di Oscar, dove, ad esempio, l’ammirazione nutrita da alcune dame di Corte viene tramutato da vero e proprio erotismo in mera ammirazione.

Oscar nella versione originale veniva chiamata “Capitano”, “Signore”, non “Lady” o “Madamigella” come nella versione ita. Se nessuno avesse dovuto sapere che lei fosse una donna, come potevano gli altri ignari di questo fatto chiamarla, appunto, “Madamigella”?

Anche rispetto ad una scena fondamentale come il coronamento dell’amore tra Oscar ed Andrè Mediaset censurò completamente la scena, e tagliò alcune puntate considerate superflue.

Altre modifiche hanno toccato la figura della sosia di Maria Antonietta (una prostituta trasformata in mendicante), o la stessa cattivissima Jeanne che nel corso del suo processo dichiara di essere stata l’amante della Regina ed accusa la protagonista di travestirsi per esaudire una fantasia sessuale della sovrana, causando così la rabbia di Oscar.

O ancora quando una disperata Rosalie si offre ad Oscar, scambiandola per un uomo, elemento che causò lo sdegno dell’emittente italiana che editò il dialogo per poi tagliarlo definitivamente.

Solo nel 2008, dopo numerose proteste, furono integrate gran parte di queste scene, ma non tutte. Per vedere Lady Oscar integralmente non rimane dunque che affidarsi alla versione in dvd.

Il ritorno di Lady Oscar

Forse non tutti sapranno che la bravissima Riyoko Ikeda, prima mangaka ad essere insignita della Legion d’onore per aver contribuito alla diffusione della cultura francese, ha continuato ad alimentare il filone di Lady Oscar anche dopo la fine ufficiale del manga.

Nel 1984, è stata pubblicata una miniserie di quattro episodi, dal titolo Lady Oscar – Le storie gotiche, collocata cronologicamente poco prima che André venga ferito all’occhio.

La Ikeda ha poi pubblicato, nel 2013, un racconto autoconclusivo (one-shot) per commemorare i 40 anni dalla conclusione di Lady Oscar: Versailles no Bara Episode.

Tra il 2015 ed il 2016 l’autrice ha poi pubblicato Episode 7 ed Episode 8. Inoltre sono stati realizzati nuovi volumi che proseguono la numerazione dell’opera originale (raccolta in nove volumetti poi ampliati) tra il 2014 ed il 2015, con il volume 13 pubblicato ad inizio 2017.

Per chi invece vuole rivivere l’atmosfera storica di Lady Oscar, non possiamo che consigliare la pubblicazione, sempre della Ikeda, di Eroica: La gloria di Napoleone. Si tratta di un seguito ideale di Lady Oscar che racconta l’ascesa di Napoleone Bonaparte, con la comparsa di numerosi personaggi già noti al lettore e numerosi flashback su Oscar quantomeno nei primi capitoli.

Curiosità finali

Come molti sapranno Lady Oscar, in Italia, ha avuto ben due intro musicali. La prima è quella composta da I cavalieri del Re (tanto di successo da trovarsi al settimo posto delle hit parate degli anni ’80). La seconda e quella cantata da Cristina d’Avena che accompagnò l’anime dal cambio del titolo in: “Una spada per Lady Oscar”.

A partire dalla messa in onda del 2008 Mediaset scelse come sigla di apertura quella degli anni ottanta. Per la sigla di chiusura, invece, optò per quella più moderna in versione abbreviata di un minuto.

E’ possibile ritrovare Lady Oscar in altri media, dal film franco-nipponico del regista francese Jacque Demy, al lungometraggio animato del 1990 composto da estratti dell’anime ed intitolato: “Una spada per Lady Oscar- Insieme per sempre“.

Lo spirito lucrativo italiano portò a realizzare un secondo film collage, dal titolo: La storia di Lady Oscar.

Ma Lady Oscar viene rievocata anche in episodi di: Lupin III (in cui il ladro gentiluomo si innamora della paladina); Hamtaro; i Pokemon; Ranma; Occhi di Gatto; Lamù e City Hunter.

Cosa vi manca di più di Lady Oscar? Quali altri segreti nasconde questa opera straordinaria?

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