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J.K. Rowling e il suo Troubled Blood al centro di una polemica

Una nuova polemica colpisce J.K. Rowling e il suo romanzo Troubled Blood, scritto con lo pseudonimo di Robert Galbraith: l’autrice accusata ancora di transfobia

Dal 2013, J.K. Rowling ha fatto uscire diversi romanzi crime della serie di Cormoran Strike, sotto lo pseudonimo di Robert Galbraith. Il 15 settembre è in uscita in Regno Unito il quinto libro della saga, dal titolo Troubled Blood. La trama è rimasta un mistero fino a quando il Telegraph non ha fatto uscire la sua recensione, facendo partire subito una nuova polemica contro l’autrice di Harry Potter.

Nota bene: il seguente articolo potrebbe svelare alcuni momenti della trama del libro, ma non si tratta di spoiler. Il lettore potrà scoprire quanto segue già nelle prime pagine del romanzo. Se comunque non vuoi sapere niente di Troubled Blood, ti sconsigliamo di continuare la lettura.

In breve l’articolo ha fatto il giro del web e su Twitter è entrato in Trend Topic l’hashtag RIP JK Rowling. Questo perché la storia narrata nel libro, è stata additata da molti come un ennesimo esempio di transfobia da parte dell’autrice. Come introduzione alla recensione, il Telegrah scrive “un libro la cui morale sembra essere: mai fidarsi di un uomo con un vestito”. Questo perché nella trama del romanzo parla di un serial killer che è un uomo cis (e quindi che si identifica nel sesso di nascita) che uccide delle donne, il tutto mentre si veste da donna.

Secondo il Telegraph, il libro di 900 pagine racconta di un’investigazione che si trasforma in un’indagine su diversi omicidi. Una donna sparisce nel 1974 e si crede sia vittima di un uomo, il cui modus operandi è quello di vestirsi con abiti femminili.

In poco tempo i già arrabbiati fan di J.K. Rowling hanno nuovamente fatto finire l’autrice in una polemica, perché secondo il loro punto di vista sarebbe l’ennesimo modo di discriminare le persone trans. Sui social comunque lo scontento si rivolge in particolare a ciò che questo romanzo sembra far trasparire nei confronti delle persone trans, soprattutto visto i trascorsi dell’autrice. Come ha già detto il Telegraph, il messaggio percepito da molti utenti del web è che non ci si debba fidare degli uomini che si vestono con abiti etichettati come “da donna”.

Negli ultimi tempi infatti J.K. Rowling è stata spesso protagonista di articoli di giornale e in cima ai trend di tutti i social a causa di alcune sue affermazioni infelici sulla comunità trans. Quello che dal suo punto di vista è stato un parere sull’identità delle donne trans, è stato considerato in larga scala come un modo per limitare la libertà di genere.

Ma non è la prima volta che un romanzo delle saga di Cormoran Strike finisce nel mirino della pubblica opinione. Infatti già con il secondo libro della serie The Silkworm, era nata una polemica, perché un personaggio trans era descritto come “instabile e aggressivo”. In una scena una donna trans, Pippa, perseguita il protagonista prima di accoltellarlo. Dopo l’attacco, il detective scopre la sua identità, e rivela il suo deadname. Con questo termine si indica il nome di nascita di una persona trans, che spesso viene insabbiato e dimenticato da chi fa la transizione, perché appartenente a un’identità che non è mai stata la propria.

Insomma pare che i social non daranno tregua all’autrice di Harry Potter, che finora ha fermamente creduto nelle sue idee, senza mai sentire la necessità di chiedere scusa per le sue parole. Nonostante molti attori della saga magica si siano schierati contro di lei, e l’opinione pubblica le sia del tutto contro, J.K. Rowling sembra non voler fare retromarcia. In più, secondo quello che sta succedendo ora online, la trama del suo romanzo Troubled Blood non la aiuterà a uscire dal polverone.

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