How to get away with Murder 6×03 e 6×04 recensione: il padre di Michaela

1Recensioni agli ultimi due episodi di How to get away with Murder! Buona lettura con la 6×03 e la 6×04!

Scorsa settimana non ci sono stato, mi assento due secondi e tra le tante Teagan (UNICORNO!!!) si scopre essere sposata e munita di carta e penna per divorziare definitivamente ma non della forza di farlo, il papà di Michaela non è più morto e Nate pare essere l’informatore riguardo Annalise che that night verrà ucciso. Si calmino un attimo.

IL PASSATO DI AK

Trovo fantastico che per l’intera durata della serie ci sia stato raccontato il passato di Annalise in svariati modi, tra flashback, registrazioni e dejà vu, ma trovo altrettanto pazzesco che nonostante questo i tasselli mancanti sembrino non esaurirsi mai. Annalise Keating è un personaggio così complesso e così poliedrico da non poter essere raccontato in episodi di quaranta minuti e il fatto che Viola Davis sia la prescelta per darle un volto non è un caso.
A sto giro scopriamo tramite le registrazioni fornite da mamma Maddox a Gabriel che Annalise, quando era in cura da Sam, era totalmente in crisi per colpa delle sensazioni che provava verso Eve e che era costretta a nascondere alla sua famiglia e che ad una certa s’è esposta a tal punto da confessare a Sam di essersi presa una cotta per lui. Tra parentesi, Gabriel che ascolta queste registrazioni, in cui AK parla di come vive la sua sessualità, non solo infrange tipo 93728 leggi sulla privacy ma è anche a metà tra l’inquietante e il terrorizzante.

 

IL PRESENTE DI AK

L’Annalise di oggi è sicuramente diversa rispetto a quella che abbiamo incontrato sei anni fa. Ne aveva già passate tante, come scopriamo ogni giorno un po’ di più, ma dalla 1×01 non ha avuto tregua. E’ per questo che, in questi episodi che hanno un po’ il vibe della fine, AK allude spesso al fatto che desidera solo redenzione, stare meglio e porre fine a questo senso di colpa che la lacera dal profondo.
Non so quanto possa aiutarla l’aver incontrato per puro caso, nell’ambiente di lavoro, un complice chiamato Robert, che molto probabilmente a breve si rivelerà pieno di scheletri nell’armadio ma che almeno per il momento la fa stare bene accompagnandola a mangiare gelato rigorosamente alla fragola.
All’avanguardia il rapporto di Annalise con le app d’incontri: entrambi i sessi sono tenuti in considerazione e un messaggio senza litigare non lo manda a nessuno. Il caso della settimana, che parlava di discriminazione e di come i soggetti discriminati possano essere a loro volta fautori di discriminazione, è stato tra i più controversi dell’intero show: alla fine ho odiato tutti tranne Annalise che si è lanciata in un monologo fatto di arcobaleni e “attendi l’amore vero, arriverà, ma intanto ama te stesso”. MOLTO VERO.

 

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