How to get away with Murder 6×01: L’inizio della fine – Recensione

1Primo episodio dell’ultima stagione di How to get away with Murder… brividi! Commentiamo insieme questa How to get away with murder 6×01!

Prima recensione dell’ultima stagione. Tutto questo non è facile.
How to get away with Murder è la mia serie tv preferita, se consideriamo quelle ancora in onda, e sinceramente non riesco a capire bene cosa sarà della mia esistenza una volta raggiunto quel TRAGICO momento circa a marzo. In più la ABC family si mette tra me e la possibilità di mettere nella rece screenshot accattivanti facendomi cercare in lungo e in largo per gif senza grandi risultati. Raga niente paura: nonostante i sabotaggi di Shonda io ci sono. Più o meno, dopo gli ultimi quarantadue minuti.

 

KAREN

La 6×01 è letteralmente l’inizio della fine, non a caso Annalise pronuncia il titolo dell’episodio, “say goodbye”. E proprio perché anche i personaggi sono consci di doverci dire addio ma sono disperati perché non sanno come fare, cercano di farlo perlomeno con i loro sensi di colpa: la parola chiave oggi è redenzione.
Annalise si rende conto, probabilmente solo durante la telefonata con Teagan appena dopo la 5×15, che la sua vita non è altro che una ricerca di evasione dal dolore, dall’autolesionismo e dall’occuparsi di terzi prima che di sé stessa. E’ per questo che beve, è per questo che quella sera si droga, è per questo che chiede aiuto a Bonnie e capisce di necessitare di un periodo in rehab. E’ proprio là che AK, immersa in un modo di pareti color pastello e tappetini per fare yoga, confessa alla compagna di camera Sally di aver aiutato l’assassino di Sam ad insabbiare l’omicidio. Ho amato ogni momento ambientato nella clinica, Annalise è un personaggio complesso che ogni tanto ricorda di dedicare un po’ di tempo solo e soltanto a sé. Finora l’ha sempre fatto scappando, facendo le valigie senza preavviso e andando dalla madre a Filadelfia, si spera che al prossimo giro impari a farlo in modo più ortodosso: ora sa che se non ci si vuole bene non si potrà mai stare bene. Grande verità, messaggio ottimo.

 

KEATING 5 – LAUREL

Il finale della quinta stagione s’è concluso con la sparizione di Laurel e Christopher e con le domande di tutti gli altri: Connor pensa che la Castillo possa essersene andata di sua spontanea volontà per cambiare vita, Frank è convinto che sia stata rapita dai Castillo, Michaela è disperata per aver perso la sua migliore amica e vuole andare dalla polizia, Oliver spinge per torturare gente e farsi dare risposte. Thank God la via più sana, quella del rivolgersi alle forze dell’ordine, viene per la prima volta intrapresa e questo ci fa capire che il nostro piccolo gruppo di assassini sta finalmente crescendo.
Ciò che m’è piaciuto di più di tutto questo è che la dipartita di Laurel (che un giorno tornerà come una Madison Montgomery qualunque, ne sono certo) è stata un po’ la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Annalise è andata in rehab dopo questo ennesimo dramma e ne è tornata con la consapevolezza di dover cambiare e di dover far cambiare tutti gli altri: le scene con il cuscino, sia quella in cui Viola Davis c’ha dato una meravigliosa lezione di recitazione in solitaria sia quella in cui a turno i ragazzi si sfogavano e tiravano fuori quel che restava della loro autostima, sono state pazzesche.

 

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