Dynasty 2x12

Dynasty 2×12 – Cento di questi trash (e 5 recensioni in 1)

1Dynasty 2×12 (ma anche 8-9-10-11) è vita. E festeggiamo il rinnovo per una terza stagione con una recensione che ci riporta in rotta sui momenti più trash degli ultimi episodi!

Dynasty 2×12 continua a darci gioie come il resto delle puntate, ma purtroppo io ve ne ho date meno, rimanendo un po’ troppo indietro nelle scorse settimane. Ma eccomi qui, pronto a recuperare il più possibile per farmi perdonare l’assenza di sproloqui sulla meravigliosa trashosità di questa fantastica serie.

E partirei con il ricordare al mondo una lieta novella: Dynasty è stato rinnovato per la terza stagione! Quest’anno non ci hanno fatto penare, incredibile. E, sinceramente, non ci speravo, quindi…

Ma andiamo con ordine. Più o meno..

Negli episodi che ci siamo persi prima di Dynasty 2×12, sono successe diverse cose. Prima fra tutte, il declino di Ambrogio e, conseguentemente, di Fallon. Sì, perché Uga – che ormai sembra sparita – ha provocato danni seri e potenzialmente irrecuperabili alla coppia. Lui è rimasto invischiato nel giro e, insieme a Jeff, ha rischiato grosso. E Jeff di più, visto che è quasi morto. Questo ha fatto aprire gli occhi a Fallon, che ha quindi scoperto come Ambrogio le avesse mentito ulteriormente. E fu così che, mossa da magnanimità, la nostra it girl salvò il culetto fondente di Culhane salvo poi mollarlo come un qualsiasi Mon Chéri.

E correre, quindi, da chi ha fatto di tutto per lei e non le ha mai mentito. Liam. Il nostro Galak preferito, che nel frattempo, però, si era già consolato con una fintissima bionda.

La nostra ex Gemma ha quindi fatto di tutto per riconquistarlo, fino a pedinarlo dove vanno a sciare anche i Forrester grazie all’aiuto della sua girl squad composta da Monica, Fake Cristal, Bella Thorne e Samanto, che giustamente sentiva odore di vendetta e trashume e non ha resistito (mollando la spa con Alexis). Ma niente, Liam non la riconosce più e la nostra Fallon cade in depressione (ma pur sempre con stile).

Cioè, dai, anch’io vorrei troppo avere una band live a cui urlare di suonare canzoni sempre più tristi per crogiolarmi nella tristezza.

Salvo poi mettermi subito un abitino succinto per far colpo su un giornalista che deve assolutamente scrivere l’articolo del secolo e farmi passare per una donna più in forma e di successo che mai.

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