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Grey’s Anatomy si ferma per protesta contro l'ICE stop alle riprese

GREY'S ANATOMY | News e anticipazioni | Serie tv | SHONDALAND

Grey’s Anatomy si ferma per protesta contro l’ICE: stop alle riprese

Team | Gennaio 30, 2026

Grey's Anatomy

La produzione di Grey’s Anatomy interrompe le riprese il 30 gennaio in solidarietà con le proteste nazionali contro l’ICE

Stop temporaneo alle riprese per Grey’s Anatomy

La produzione della stagione 22 di Grey’s Anatomy si ferma per un giorno. Il celebre medical drama ha infatti deciso di interrompere le riprese nella giornata di giovedì 30 gennaio. Si tratta di una forma di protesta e solidarietà nei confronti delle manifestazioni nazionali contro l’ICE, l’agenzia federale statunitense per l’immigrazione.

Secondo quanto riportato da fonti vicine alla produzione e confermato dalla stampa americana, tra cui Deadline, la decisione è arrivata dopo aver appreso che numerosi membri della troupe non si sarebbero presentati sul set, aderendo allo sciopero nazionale promosso da diversi gruppi studenteschi. Le riprese della serie, prodotta da Shondaland e 20th Television per ABC, riprenderanno regolarmente sabato, senza conseguenze sul calendario a lungo termine.

La scelta di fermare temporaneamente uno dei titoli più longevi e simbolici della televisione americana sottolinea il peso e la risonanza che le proteste stanno avendo anche nell’industria dell’intrattenimento. Grey’s Anatomy non è nuova a prese di posizione su temi sociali e politici, spesso affrontati anche all’interno delle sue trame.

Lo stop alle riprese è legato al cosiddetto “National Shutdown”, una giornata di mobilitazione lanciata da gruppi studenteschi dell’Università del Minnesota. L’iniziativa invita cittadini e lavoratori a fermarsi simbolicamente con una giornata di “no school, no work and no shopping“. Quindi niente scuola, niente lavoro e niente shopping per protestare contro le politiche e le azioni dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE).

Le manifestazioni anti-ICE si stanno svolgendo in diverse città degli Stati Uniti. Hanno preso il via da recenti episodi di violenza che hanno acceso il dibattito pubblico sull’operato dell’agenzia. Il movimento ha trovato rapidamente sostegno anche nel mondo dello spettacolo, con numerose celebrità che hanno amplificato il messaggio attraverso i social network.

Oltre a Grey’s Anatomy, a Los Angeles alcune istituzioni culturali hanno annunciato chiusure preventive. Tra queste figura il Museum of Contemporary Art (MOCA). Il museo ha motivato la decisione con la necessità di garantire la sicurezza di staff e visitatori durante le manifestazioni previste nel centro città.

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Al momento, Grey’s Anatomy resta l’unica grande produzione televisiva ad aver confermato ufficialmente uno stop. La situazione, però, è in continua evoluzione e non si escludono ulteriori adesioni nel panorama hollywoodiano.

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