Purple Hearts – danicommento

Io ve l’avevo detto

il danicommento non si può programmare, viene dal cuore.
Ed è proprio quello che è successo guardando Purple Hearts, il nuovo film Netflix con protagonisti Sofia Carson e Nicholas Galitzine

Se non li conoscete, probabilmente è perché siete della generazione di Eric e Rossana. E va bene così. Vi assicuro che è molto più grave non conoscere Eric che Sofia Carson, e l’altro giorno su Instagram il 23% dei miei follower non sapeva minimamente chi fosse. Facendomi sentire terribilmente vecchio.

Ma non tergiversiamo, oggi sono qui per parlarvi di questa pellicola che in tanti mi avete consigliato. Un film di ben due ore, che sarebbe durato appena un’ora e trenta se non avessero fatto cantare ogni quattro minuti Sofia Carson.

 

Ed è proprio così che inizia: con lei, Cassie, alle prese con la sua cover band in un esibizione di cui nessuno sentiva il bisogno

Cassie ama cantare, ha partecipato per sette anni consecutivi ai provini di Amici ma è stata silurata da Rudy Zerbi perché poco espressiva. Ma non si è data per vinta e ha iniziato a esibirsi ogni sera nel locale sotto casa senza pagare la SIAE e contro la volontà del proprietario che, pur di non ascoltarla oltre, decide persino di staccare la luce all’intero locale.

Proprietario uno di noi.

Lo so, raga. Sono troppo severo, ma Riverdale mi ha fatto salire lo sdegno per i film o le serie in cui dal nulla iniziano a cantare. Prima era qualcosa che amavo, ora ho il rigetto più totale. E in questo film, lo vedrete a breve, cantano manco fosse un musical.

Poco dopo, sempre al locale, Cassie incontra un suo vecchio amico

Tipico. Lui aveva la faccia da “muoio a metà film”. E infatti poi così è stato.

Qui incontra anche i suoi amici un po’ scostumati

e vede anche il bel Luke, interpretato da Nicholas Galitzine.

I due non partono proprio col piede giusto

Ma c’è qualcosa che va oltre i dissapori, qualcosa che li porta a legarsi e a conoscersi meglio: l’attrazione? no, la voglia di truffare lo stato!

Così decidono di sposarsi. Lui in divisa e lei bellissima in bianco

E fin qui tutto bene.

In realtà il vero motivo per cui decidono di unirsi in matrimonio (e qui parte la critica sociale) è perché lei è diabetica e non ha l’assicurazione sanitaria. Lui, invece, ha qualche problemino con Riven delle Winx, a cui deve quindicimila dollari.

Con le nozze entrambi riceveranno un fracco di soldi. Inoltre, lui partirà per l’Iraq e i due dovranno solo fingere di stare insieme. Ma dato che, come vi dicevo, c’è molta passione, una notte bollente di ammmòre se la concedono lo stesso.

Anyway. Conosco gente che decide di sposarsi con basi meno solide, chi sono io per giudicare.

Il film fino a qui è abbastanza piacevole. Il problema nasce quando, per riempire momenti morti, fanno cantare Cassie.

E abbiamo pure la svolta della sua carriera:

Questa, che ha passato vent’anni della sua vita a cantare per un pugno di noccioline, si ritrova improvvisamente più famosa di Sangiovanni, arrivando a cantare persino a Battiti Live.

Il matrimonio inizia ad avere qualche alto e basso quando Luke viene rispedito a casa dopo essersi ferito in guerra.

Qui entrano in scena personaggi a caso

e ogni scena di non più di cinque minuti viene intervallata da un suo concerto random.

Fino a che il matrimonio non entra in crisi quando Luke capisce che non ha sposato una ragazza, ma un juke box vivente.

Perché lei – non – fa – che – cantare.

Ogni momento per lei è buono

Iniziando a trovare scuse su scuse

Così lui, pienissimo come noi dopo sette mesi di Grande Fratello Vip, interrompe ogni rapporto.

ovviamente lei non la prende bene

e inizia a soffrire di crisi d’identità

In realtà è lei a lasciarlo perché scopre i traffici loschi con Riven e la troca, ma non siamo fiscali, questa versione è più bella.

Lei, all’apice del suo successo, va avanti per la sua strada e accetta l’invito al Coachella per cantare da solista.

Ma alla fine capisce che la musica non è tutto, se non la si può condividere con la persona amata

E come era prevedibile, tutto è bene quel che finisce bene.

Più o meno

Ammettetelo: l’ho romanzata meglio io ‘sta storia.

Ma torniamo seri

Giudizio complessivo: carino e in alcuni momenti trashino al punto giusto. Io sono sempre per prendere le cose per ciò che sono in base al target e contesto. Ovviamente è un film senza pretese, costato diciassette dollari con detrazioni fiscali, non cerca di essere più di quel che è e fa il proprio lavoro: intrattiene. E, anzi, tratta alcuni temi seri in modo equilibrato, pur rimanendo circoscritti nel genere romance.

Sofia Carson a me piace. Piaceva in Descendants e nello spin off di Pretty Little Liars: The Perfectionists, ingiustamente cancellato. Nicholas Galitzine sono tanti anni che prova a sfondare, anche con progetti importanti, e forse in casa Netflix ha trovato il giusto modo di farsi conoscere dal grande pubblico.

Peraltro, io e Nicholas ci siamo conosciuti nel 2016: lui è carinissimo come persona, vi ho postato la foto sul profilo Instagram e ho fatto un tiktok dove vi racconto di questo incontro.

Sono contento di averlo visto, e anche di aver fatto questo veloce danicommento! Che spero vi sia piaciuto.

Prima di salutarci e darci appuntamento al prossimo (che molto probabilmente sarà Fate: The Winx Saga 2), vi ricordo che io stesso ho scritto una storia, che un giorno sarà un film o una serie TV. Se vi andasse di darmi fiducia, mi rendereste molto felice. Più di quanto lo era Sofia Carson nel cantare quelle trenta canzoni del film. Lo trovate qui

SofiaCarsonamente vostro,
Dani

Ps. Best cit del film

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