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Il Liceo Helen Keller esiste davvero? La scuola di Tutto l’amore che resta

Team | Ottobre 6, 2026

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La scuola esiste davvero?

Il Liceo Helen Keller esiste davvero? Chi sta guardando Tutto l’amore che resta, la fiction di Rai 1 con Raoul Bova, potrebbe chiedersi se la scuola al centro della storia esista anche nella realtà.

Il liceo frequentato dai protagonisti rappresenta infatti uno dei luoghi principali della serie: una scuola pubblica inclusiva, dove studenti con e senza disabilità studiano insieme e condividono lo stesso percorso di crescita.

Ma il Liceo Helen Keller di Tutto l’amore che resta esiste davvero? Dove si trova la scuola della fiction? Scopriamo cosa sappiamo.

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Il Liceo Helen Keller esiste davvero?

No, il Liceo Helen Keller di Tutto l’amore che resta non esiste davvero. Gli autori hanno creato questa scuola immaginaria appositamente per la fiction di Rai 1.

Nella serie il liceo si trova a Frascati, in provincia di Roma, ma nella realtà non esiste un istituto con le stesse caratteristiche e la stessa identità della scuola frequentata dai protagonisti.

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Come spiega anche Idealista parlando delle location di Tutto l’amore che resta, la produzione ha costruito l’identità del Liceo Helen Keller per inserirla nella storia e trasformarla in uno dei luoghi centrali della fiction.

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Dove si trova il Liceo Helen Keller di Tutto l’amore che resta?

Nella fiction il Liceo Helen Keller si trova a Frascati, nel territorio dei Castelli Romani.

A dirigere la scuola troviamo Stefano Fogli, il preside interpretato da Raoul Bova, che porta avanti un progetto educativo fondato sull’inclusione.

Il liceo accoglie ragazzi con e senza disabilità e punta a offrire a tutti gli studenti le stesse opportunità, sia dal punto di vista scolastico sia nelle relazioni con i propri compagni.

Proprio qui arrivano anche Vittoria e suo fratello Matteo. Vittoria inizialmente fatica ad accettare il trasferimento e la nuova vita, mentre Matteo è un ragazzo autistico e sua madre sceglie per lui proprio questa scuola.

La scuola di Tutto l’amore che resta è reale?

Anche se la scuola di Tutto l’amore che resta non esiste nella realtà, la produzione ha dedicato particolare attenzione alla creazione degli ambienti del liceo.

Secondo quanto riportato da Idealista, la scenografia ha richiesto diversi interventi per rendere gli spazi coerenti con il progetto educativo raccontato dalla serie.

Gli scenografi hanno quindi pensato aule, corridoi e spazi comuni per rappresentare una scuola accessibile anche agli studenti con disabilità motorie o cognitive, seguendo le indicazioni di esperti nel campo dell’inclusione scolastica.

L’accessibilità diventa così parte integrante della scuola e non rimane soltanto uno dei temi affrontati dalla trama.

Perché si chiama Liceo Helen Keller?

Il nome della scuola di Tutto l’amore che resta è un riferimento a Helen Keller, scrittrice e attivista statunitense diventata una delle figure più conosciute nella storia dei diritti delle persone con disabilità.

Helen Keller perse vista e udito quando era ancora molto piccola. Grazie al percorso educativo intrapreso insieme alla sua insegnante Anne Sullivan, riuscì a studiare e successivamente diventò scrittrice, conferenziera e attivista.

La scelta di chiamare la scuola Liceo Helen Keller richiama quindi direttamente uno dei temi principali della fiction: l’inclusione e il diritto di ogni studente ad avere le stesse opportunità.

Tutto l’amore che resta è tratto dalla serie Lycée Toulouse-Lautrec

Tutto l’amore che resta è l’adattamento italiano della serie francese Lycée Toulouse-Lautrec, creata da Fanny Riedberger.

Anche nella serie originale la scuola rappresenta il cuore della storia e riunisce studenti con e senza disabilità.

Le due versioni presentano però alcune differenze. Come riporta Idealista, il liceo della serie francese è privato, mentre il Liceo Helen Keller dell’adattamento italiano è una scuola pubblica.

Nella versione di Rai 1 troviamo alla guida dell’istituto Stefano Fogli, interpretato da Raoul Bova. Il preside difende il suo modello educativo e cerca di garantire agli studenti una scuola nella quale inclusione e autonomia rappresentino elementi concreti della vita quotidiana.