Clicca qui per il canale WhatsApp
Ti è piaciuto l'articolo? Condividi
Morbo K trama e storia vera della fiction Rai 1

News e anticipazioni

Morbo K: trama e storia vera della fiction Rai 1

Team | Gennaio 26, 2026

fiction morbo k

Di cosa parla la fiction Morbo K – Chi salva una vita salva il mondo intero

Morbo K – Chi salva una vita salva il mondo intero: trama e storia della nuova fiction Rai 1 ambientata nella Roma del 1943 tra Shoah, Resistenza e coraggio civile.

Morbo K – Chi salva una vita salva il mondo intero, la nuova fiction di Rai 1

La nuova fiction di Rai 1, Morbo K – Chi salva una vita salva il mondo intero, porta sullo schermo una storia vera e poco conosciuta della Shoah in Italia, ambientata nella Roma occupata dai nazisti nel settembre del 1943. Al centro del racconto c’è un atto di straordinario coraggio civile, compiuto non con le armi ma con l’intelligenza, l’inganno e la solidarietà umana.

La serie, diretta da Francesco Patierno, è una coproduzione Rai Fiction, Fabula Fiction e Rai Com e ricostruisce uno degli episodi più drammatici e insieme più luminosi della storia italiana durante l’occupazione tedesca.

Leggi anche: Fiction Rai 2026, tutte le serie in arrivo, date e programmazione

La trama di Morbo K: Roma 1943 e il ricatto nazista

La storia prende avvio a Roma, nel settembre del 1943, quando Herbert Kappler, capo delle SS nella capitale, lancia un ricatto feroce alla comunità ebraica: cinquanta chili d’oro in 24 ore in cambio della promessa di non procedere alla deportazione.

Entra nel canale ufficiale WhatsApp di Daninseries Seguimi sul mio profilo ufficiale Instagram

Un patto che fin dall’inizio appare fragile, ambiguo, forse già tradito. Mentre gli ebrei romani si interrogano disperatamente su come raccogliere l’oro e se fidarsi della parola nazista, il professor Giovanni Prati, direttore dell’ospedale Fatebenefratelli sull’Isola Tiberina, intuisce che la minaccia è solo l’inizio di un piano ben più crudele.

Clicca qui per unirti al canale ufficiale WhatsApp di Daninseries: tutte le news in un unico posto sempre con te.

L’ospedale, situato a pochi passi dal ghetto, diventa il cuore della resistenza silenziosa. Prati organizza il trasferimento di diverse famiglie ebree in un reparto speciale, fingendo che siano affette da una malattia altamente contagiosa e letale, il cosiddetto “Morbo K”.

Il Morbo K: l’inganno che salva delle vite

Il Morbo K non esiste. È una malattia inventata, descritta come rapidissima, mortale e capace di diffondersi facilmente. L’idea è semplice quanto geniale: terrorizzare i nazisti e tenerli lontani dal reparto. Chiunque presenti i “sintomi” deve essere isolato per evitare un’epidemia.

Le SS, temendo il contagio, evitano di entrare nell’ospedale e in particolare nel reparto K. Per settimane, questo stratagemma permette di nascondere decine di ebrei, sottraendoli ai rastrellamenti. Il Morbo K fu realmente utilizzato come strumento di salvezza durante l’occupazione.

Amore, Resistenza e destino

Accanto alla vicenda storica, come riporta la trama, Morbo K intreccia una storia umana e sentimentale. Tra le famiglie protette dal professor Prati c’è quella di Silvia Calò, giovane donna dal grande talento artistico. All’interno dell’ospedale nasce il suo amore per Pietro Prestifilippo, giovane medico e assistente di Prati.

Il loro legame cresce in un clima di paura, clandestinità e scelte impossibili. Pietro è già promesso a un’altra donna per volontà familiare, ma l’amore per Silvia diventa inseparabile dalla lotta per la sopravvivenza.

Intanto, fuori dall’ospedale, la situazione precipita. Il 16 ottobre 1943, nonostante l’oro sia stato consegnato, Kappler ordina comunque il rastrellamento del ghetto di Roma, tradendo la parola data. Oltre 1.200 persone vengono deportate. Tra loro c’è anche la famiglia Calò.

Un finale sospeso tra storia e coscienza

Le ultime ore raccontate nella fiction sono cariche di tensione: il destino di Silvia, Pietro e del professor Prati si gioca prima che i treni della deportazione lascino Roma. Morbo K non è solo il racconto di un salvataggio, ma una riflessione sul valore della disobbedienza morale, sull’etica medica e sul potere delle scelte individuali nei momenti più bui della storia.