How to Get Away with Murder 3×09 – SOTTO IL LENZUOLO

1Una manciata di infarti, un cadavere e due mesi di pausa davanti a noi: PARLIAMONE.

DECISAMENTE SI’.
Correva la 3×07 quando Davide sentenziò le seguenti parole: “secondo me la scena in commissariato precede l’incendio e in realtà Wes è morto“. Che dire? Ho impiegato un po’, ma dalla Castillo ho imparato molto.
Non contento, vi sparo così, senza preavviso, uno spoiler anche sulla recensione: è lunghissima, contiene una quantità indefinita di screenshot e, molto probabilmente, non ha senso. Non che le altre ne abbiano, ma affidare a me la rece di un midseason finale Shondaland (aka storie che si intrecciano a tal punto da impedirmi di formulare anche solo il titolo di un paragrafo) equivale un po’ a lasciare il destino degli Stati Uniti nelle mani di Trump: è un casino.

 

AK, BONBON E DELFINO CURIOSO

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DOLCECUOREEEE.
Una settimana fa, abbiamo salutato Bonnie ed AK mentre davano a Delfino Curioso indicazioni così confondenti (“sparati”, “no dai”) da sembrare quasi me quando mi fermano per strada (“destra, sinistra, poi ah no aspetti ma io non sono di qui”). I fan di Frank farebbero bene a ringraziare il Santo Graal, L’Elemento, l’unico mezzo con cui Bonnie è riuscita a tenerlo in vita, il fuoco che quasi tutte le anime unisce: la Patata.
Per parlare invece dei fatti odierni, urge una premessa: in casa Keating limonano tutti. Tutti. E’ matematico, se entri in quella casa, tu zitto e limoni. Le persone che fan jogging alle sei perché fan jogging alle sei? Per entrare in casa Keating e limonare tra loro.
Nonostante io sia ormai temprato, devo ammettere che il bacio tra AK e Bonnie m’ha inizialmente stranito. Non so come l’abbiate interpretato voi, ma io ho visto solamente una donna drunk and desperate – e ve lo posso assicurare, non era Bonnie – cercare affetto nell’unica persona che non l’ha mai abbandonata e che, nonostante tutto, la asseconda sempre. Anche quando è sbronza e le servirebbe un chilo di pane per asciugare ma lei no, imperterrita, punta i piedi urlando “VOGLIO GLI AGNOLI IN BRODO“.
Insomma, oggi AK e BonBon sono state più curiose di Delfino Curioso. L’importante è che non lo siano mai più.

 

AK, NATE E PREZZEMOLINA

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Ragazzi, arrendetevi all’evidenza dei fatti: io i nomi dei personaggi secondari non li imparo mai, dovreste saperlo grazie alla Rettrice, i cui giorni di gloria sono finiti quando Pete Nowalk le ha detto “sì guarda ci sei in tutti gli episodi meno il midseason finale” e lei non ha risposto “ma io ti pesto”.
Prezzemolina, che sta dappertutto e non ci piace da nessuna parte, è stata brutalmente scaricata da Nate in seguito alle indagini sottobanco su AK, ma non solo: se rubi un uomo alla Keating si può discutere, se le rubi la parrucchiera devi iniziare a tremare, se le rubi Mary J Blige (post seduta terapeutica, tra l’altro) sei finita.

 

KEATING 6

Se ad un esame corrispondono sedici giorni consecutivi di festa ininterrotta, BACIO PRATT-CASTILLO COMPRESO, sono pronto a correre il rischio di venir assassinato iscrivendomi subito al corso di AK. No, dai. Forse no.

MICHAELA, ASHER E MAMMA PRATT

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Adoro i buoni propositi di Michaela.
L’idillio pre-sbronza di Miky condito con la consapevolezza di aver appena poggiato le labbra su quelle di Laurel Castillo, viene interrotto dall’arrivo di Mamma Pratt (e dell’intero bagaglio emotivo collegato al suo passato) mediato da Asher.
Non sono flashback ma i racconti delle dirette interessate a illustrarci i primi anni di vita di Michaela in villaggi poverissimi, dai quali Trishelle e il quasi ex marito l’hanno salvata per gettarla in un turbinio di parenti drogati e vite andate a rotoli: “and then, I saved myself”. Spero di sapere qualcosa di più anche nella 3B, soprattutto perché dialoghi come “ho il cancro. No, è una bugia” “Lo so”, necessitano di un seguito.

 

CONNOR, OLIVER E AGOPUNTURATO

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Davide soffre.
Fine di questo paragrafo.
La puntata di oggi fa parte di quel controverso capitolo composto da alcune puntate solo dalla puntata di oggi intitolato “not team Connor“. Oddio fermi, io sarò sempre team Connor, ma oggi decisamente meno: Oliver l’ha mollato e l’ha ferito utilizzando termini pessimi, ma l’idea di base è un semplice e comprensibilissimo “voglio sapere tutto della persona che amo“. Connor poteva scegliere qualsiasi altro essere umano (tipo me) piuttosto che l’unico che Oliver ha frequentato dopo di lui: dicesi cattiveria.
Se Oli, ora che ha capito di Sam grazie all’ennesima furbata di Walsh in questo episodio, decidesse di fargliela pagare, sicuramente quel bellissimo sorriso storto si raddrizzerebbe all’istante.
Promossa la stoccata di Pete a Humpr, Grindr e simili per bocca di Agopunturato (che spero di non vedere tipo mai più): meglio un Oliver che cento Thomas.

 

WES, LAUREL E REBECCA SUTTER

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La madre di Laurel è una paziente psichiatrica da anni e in qualche modo, complice il ritorno di Frank, questo collide con l’armonia tra la Castillo e Wes. In pieno stile Shondaland, i litigi arrivano sempre nel giorno sbagliato.
Dal canto suo, Rebecca è un po’ come Toxic di Britney Spears: non passa mai.
Il corpo di Rebecca viene infatti trovato nel bosco, dove Frank l’aveva posizionato nella 2A, e Wes è chiamato in centrale per testimoniare contro Annalise in cambio dell’immunità; dopo il brutale licenziamento del signor Fulton, la scena in commissariato di Wes pronto a tradire AK smantella ogni nostro “non è come sembra“. Mi sta risultando difficile non insultare Gibbins anche oggi, ma è l’occasione giusta per dimostrare di non essere figlio del Demonio.

 

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