Meryl Streep umilia Trump e ricorda Carrie Fisher ai Golden Globe

Ieri sera Meryl Streep è stata premiata con il premio alla carriera e, durante il suo discorso, ha ricordato l’amica Carrie Fisher e umiliato il Presidente Donald Trump

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È stata una mossa molto audace quella di Meryl Streep ai Golden Globe. Premiata con il premio alla carriera dopo ben 30 nomination e 8 statuette vinte, la donna ha fatto un discorso bellissimo. Ha deciso di ricordare l’amica Carrie Fisher, indimenticabile Principessa Leila, che è venuta a mancare poco tempo fa. Ma non è finita qui. L’attrice ha dedicato l’intero discorso alla diversità e a come questa ci renda speciali. In questo modo, e in maniera anche molto diretta, ha attaccato il neo Presidente Donald Trump che il 20 Gennaio arriverà ufficialmente alla Casa Bianca.

Ecco cosa ha detto Meryl Streep:

“Io, e tutti voi in questa sala, in realtà, apparteniamo ai segmenti più attaccati nella società americana in questo momento. Pensateci. Hollywood, gli stranieri e la stampa.
Ma chi siamo noi? Hollywood è solo un gruppo di persone provenienti da altri luoghi.
Sono nata e cresciuta nelle scuole pubbliche del New Jersey, Viola Davis nasce in South Carolina, ed è cresciuta a Central Falls, Long Island, Sarah Paulson è stata cresciuta da una madre single a Brooklyn, Sarah Jessica Parker è stata una di otto figli nati in Ohio, Amy Adams è nata in Italia, Natalie Portman è nata a Gerusalemme, Ryan Gosling, come tutte le persone carine, è canadese e Dev Patel è nato in Kenya, cresciuto a Londra, e recita nel ruolo di un indiano cresciuto in Tasmania.
Hollywood è fatta da stranieri. Se ci sbattono tutti fuori, non avranno più nulla da vedere se non il calcio e le arti marziali, che non sono le arti!
C’è stata una performance di quell’uomo che mi ha colpita. Non perché fosse grandiosa, anzi. La visione di quel video ha toccato il mio cuore e non in modo positivo. Non c’era niente di buono nel suo “show”. Avrà anche fatto il suo lavoro facendo ridere il pubblico, ma non è stato bello. Lui ha imitato un giornalista disabile, lui che siede nel posto più potente della nostra nazione, lui che ha più potere, privilegi e capacità di reagire ha umiliato un reporter disabile. Mi ha spezzato il cuore quando l’ho visto, e non riesco a togliermelo dalla testa perché non era in un film, era la vita vera. E questo istinto di umiliare l’altro, quando è impersonato da qualcuno con una visibilità pubblica, qualcuno di potente, arriva nella vita di tutti quanti, perché autorizza altri a comportarsi nello stesso modo. La mancanza di rispetto causa altra mancanza di rispetto, la violenza incita altra violenza, e quando i potenti usano la loro posizione per maltrattare gli altri, perdiamo tutti quanti. E questo mi porta a parlare della stampa: abbiamo bisogno della stampa per tenere a bada il potere, questo è il motivo per cui i nostri padri fondatori hanno voluto che la sua libertà fosse riconosciuta dalla costituzione. […]
Vi saluto dicendo: come la mia amica, la buonanima Principessa Leila, mi ha detto una volta ‘prendi il tuo cuore spezzato, trasformalo in arte’.”

La risposta di Trump non è tardata ad arrivare.

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