La Bella e la Bestia | Recensione: la magia che torna ad emozionare

2Una storia che ben conosciamo arricchita da nuova magia

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L’incipit racconta ancora la storia del principe che, rifiutando di concedere aiuto ad una povera vecchia, viene trasformato in un’orrenda bestia. La maledizione cade sull’intero castello e il principe viene dimenticato da tutti così come i suoi pochi sudditi trasformati in suppellettili.

La scena successiva ci riporta all’infanzia e pare di essere per la prima volta in quel piccolo paesino che prende vita davanti ai nostri occhi: la ricostruzione incredibilmente fedele al lungometraggio animato fa sentire aria di casa nonostante le parole italiane della canzone di Belle siano state quasi stravolte per essere adattate al labiale della lingua originale e rendere il tutto più reale: un dettaglio non da poco, se consideriamo quanto popolato siano diventate le musiche del 1991. Non preoccupatevi, però: il cardine de La Bella e la Bestia, “È una storia, sai” è quello di sempre.

La Belle che ci viene presentata non è soltanto una ragazza che ama leggere, ma un personaggio più completo: nonostante Emma Watson abbia riportato in tutto e per tutto la principessa di oltre vent’anni fa sullo schermo, il personaggio è stato arricchito con un lato curioso e intraprendente che viene dal rapporto con suo padre. Belle è capace non solo di leggere e fantasticare, ma è una vera e propria inventrice, capace di far fruttare le sue immense capacità intellettuali.

Belle non è l’unico aspetto “rinnovato” del Classico del 1991

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