Collateral Beauty (2016) – Ecco la nostra recensione!

1Collateral Beauty esce domani 4 Gennaio nelle sale italiane dal regista David Frankel e composto da un cast leggendario con protagonista Will Smith, leggete la nostra recensione!

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Domani 4 Gennaio esce nelle sale italiane Collateral Beauty del regista premio oscar David Frankel. Il creatore de Il Diavolo veste Prada ritorna con un cast di alto livello, che non manca di deludere il pubblico con una brillante performance.

Non appena leggiamo il titolo del film la domanda sorge spontanea: cos’è questa bellezza collaterale? È solo trovando una risposta nel finale che possiamo chiamare questa pellicola un esperimento ben riuscito. Tutto comincia con Howard Inlet, interpretato da un Will Smith in grado di raggiungere il pubblico come aveva fatto con Alla ricerca della felicità o Sette Anime. Ciò che stavolta ci colpisce in lui è il dolore nei suoi occhi per la perdita della figlia. Prima di tale tragedia Howard era un pubblicitario di successo che diffondeva il suo credo nell’azienda, un credo che consisteva in queste tre parole: Amore, Tempo, Morte. Erano questi secondo lui i pilastri che legano ogni persona a questo mondo:

Amore, tempo, morte. Queste tre cose mettono in contatto ogni singolo essere umano sulla Terra. Desideriamo l’amore, vorremmo avere più tempo e temiamo la morte.

E se per Howard queste tre astrazioni hanno sempre ricoperto un ruolo così fondamentale, risulta facile comprendere le ragioni che lo portano ad incolparle per la tragedia subita. Quando tutta la tua vita praticamente perfetta si sgretola attorno a te, difficilmente i tuoi occhi sapranno individuare il bello in ciò che ti circonda. E così è successo ad Howard, pubblicitario di successo, temerario e carismatico, quello che si definisce un vero e proprio leader. Il discorso di apertura del film ci presenta la vera essenza di Howard, che immediatamente viene spazzata via con un salto temporale. Di quell’uomo abile e spavaldo non è rimasto nulla. Howard è diventato l’ombra di se stesso. Trascina la propria figura stancamente nell’abitudine, senza dare più un senso a nulla. È un fantasma che vaga senza meta. L’unica cosa a cui si interessa è il domino. Tutto il giorno costruisce infiniti percorsi che si intrecciano nel suo ufficio.

Il dolore lo travolge portandolo a questa depressione in cui sta perdendo se stesso giorno dopo giorno e incapace di trovare un modo per uscirne scrive delle lettere.Non a persone, ma proprio a quelle astrazioni verso cui prova ora rabbia, rancore e delusione. Amore, Tempo, Morte. Ed è da qui che scopriamo che la storia non ha un solo protagonista in Howard, ma ruota attorno a quelle persone che vogliono aiutarlo senza rendersi conto d’essere spinte loro stesse dal dolore, i suoi amici: Whit Yardsham (Edward Norton) , Claire Wilson (Kate Winslet) e Simon Scott (Michael Pena).

E a venire in soccorso di tutti loro sono Amore interpretato da Keira Knightley, Morte messo in scena dalla magistrale bravura di Helen Mirren, e Tempo recitato da Jacob Latimore. Quella che inizialmente sembrava essere la storia di Howard si trasforma in un’opera teatrale fatta di emozione pura. Un punto a favore anche la sorpresa del finale, costruita, a nostro parere, in modo assegnato.

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1 COMMENTO

  1. Complimenti vivissimi per questa recensione!
    Avete descritto con esattezza e dettagliatamente la vera essenza di questo film “capolavoro”!

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